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La storia vera di un violinista talentuoso che ha fatto vibrare il campo di Birkenau.
Joshua Singer è cantore nella Sinagoga di Berlino.
I suoi meriti artistici gli evitano la deportazione, ma a una condizione spietata: deve scegliere chi, tra i suoi due figli, dovrà essere deportato.
Se Isaac, ipersensibile e dotato violinista, oppure Abraham, architetto con una natura più positiva del fratello.
Convinto che Isaac non potrà comunque sopravvivere a lungo, Joshua lo destina alla deportazione.
Molti anni dopo, un concerto commemorativo dell'olocausto lo mette in contatto con Mathias, un vecchio violinista che, a Birkenau, è stato compagno di baracca di Isaac.
In una lunga conversazione questi gli narra come la musica di suo figlio sembrasse vincere la morte stessa, e di come l'orchestra di Birkenau avesse dato la forza di sopravvivere a tanti.
Un libro che racconta l'assurdità della guerra e di come l'umanità e l'estro artistico riescano a crescere anche dove sembra esserci il deserto.