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«Questo monologo non stabilisce se è vero quello che dicono le femministe.
Non sta a me e d'altronde non saprei farlo.
Dice solo com'è, per me, vivere tra loro.
L'ho chiamato La voce del padrone perché non riesco a dimenticare che quando vivi con una femminista non c'è amnistia, non c'è pace sociale.
Tu sei stato, sei e rimani il padrone.
» La donna femminista è un meteorite caduto sul mondo.
Ma è dall'apparente distopia di un cumulo di macerie che Francesco Pacifico fa cominciare il tempo della ricostruzione.
È dalla maniera in cui le femministe fanno esplodere le relazioni con gli uomini che possono svilupparsi rapporti liberi e creativi, ragionando sull'amore fuori dagli standard che ci impone l'industria dell'ordine sociale, costruendo una nuova storia che suona in un altro modo rispetto a quella che ci ha cresciuto.
Questo è un monologo che finge di avere una teoria ma che è solo una canzone.