1943. L’8 settembre: Novecento italiano
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1943. L’8 settembre: Novecento italiano

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Descrizione

Alle 19.

45 dell’8 settembre 1943, il maresciallo Badoglio, capo del governo, annuncia alla radio l’armistizio con gli angloamericani.

Il proclama termina con le parole: le forze italiane «reagiranno ad eventuali attacchi di qualsiasi altra provenienza».

Una conclusione ambigua – donde, se non da parte tedesca, possono arrivare gli ‘eventuali attacchi’? – che disorienta anche i comandi militari meglio intenzionati.

Prive di ordini precisi, tranne poche eccezioni, le forze armate si dissolvono, i più si tolgono l’uniforme, fuggono.

Le donne li aiutano dando loro abiti borghesi.

Bastano pochi giorni ai tedeschi che hanno occupato tutta l’Italia a nord di Salerno per catturare un numero impressionante di ufficiali e soldati in Italia e nei Balcani e avviarli ai campi di concentramento.

La pubblica amministrazione si disgrega e pare sfasciarsi lo Stato stesso.

Con il re e Badoglio fuggiti a Brindisi, ognuno si trova nell’inedita situazione di dover decidere da sé a quale autorità fare capo.

Si tratta soprattutto di una scelta morale.

Dopo venti anni di regime, è il momento della verità: due Italie si trovano faccia a faccia.

La crisi profonda mette in luce le virtù che uniscono il popolo e le fratture che lo dividono.

Una parte vede negli eventi il tragico inabissarsi della Patria, l’altra vi legge un’occasione di riscatto e redenzione, della quale rendersi degni.

Da questa spinta nasce la Resistenza militare e civile.

© Gius.

Laterza & Figli S.

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© Emons 2019.

Edizione su licenza di Gius.

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Per l’audiolibro: © 2025, Emons Italia S.

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