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Gori Misticò è un carabiniere in prima linea.
Lavora a Milano, è impegnato in una delicata operazione antiterrorismo.
Ma improvvisamente qualcosa va storto, ed eccolo seduto nello scompartimento di un treno diretto in Calabria, con un biglietto di sola andata.
Julia non è nemmeno venuta a salutarlo.
Forse il commissario spera che tornare a San Telesforo Jonico, dove è cresciuto, significhi trascorrere le giornate leggendo Topolino in un ufficio deserto e pranzando in riva al mare.
Ma dovrà imparare che per quanto tu fugga, i ricordi ti inseguono.
Che più ti ostini a ignorarli, più i sintomi si fanno fastidiosi.
E che la sabbia finissima della spiaggia del Pàparo, sotto il sole della Calabria, brucia più dell’alcol su una ferita.
In queste pagine piene di humour e di umanità torna Gori Misticò, il carabiniere in lotta contro la malattia e la malinconia.
Dovrà indagare su un’“ape regina” in cerca del fuco da amare e divorare ma soprattutto su se stesso.
Al commissariato di San Telesforo l’estate si annuncia rovente.