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Il patrimonio delle biblioteche costituisce uno degli oggetti di studio privilegiati dalle digital humanities.
Sin dalle origini le applicazioni di procedimenti formalizzati e automatizzati alle discipline umanistiche hanno rappresentato la risposta a esigenze nate prevalentemente in un contesto di natura linguistica e letteraria; di conseguenza i testi e i documenti conservati nelle biblioteche sono stati e restano materiali da studiare e su cui lavorare per realizzare digitalizzazioni ed edizioni critiche digitali, attività che chiamano in causa le politiche e i temi della metadatazione, della gestione, della conservazione e della valorizzazione del patrimonio bibliografico e documentario.
Obiettivo della ricerca dalla quale nasce il volume è dimostrare che, per quanto prospettive e metodologie di ricerca siano differenti, il rapporto tra biblioteconomia e digital humanities non riguarda soltanto il patrimonio ma coinvolge la natura stessa delle discipline: in entrambi i casi, infatti, vi sono sia una componente teorica sia una componente tecnica e pratica e un'apertura al confronto e all'interdisciplinarità.
Lo studio comparato ha preso in esame tre aspetti: le rispettive identità disciplinari nel contesto nazionale e internazionale; la formazione e l'insegnamento a livello accademico e il posizionamento nei settori scientifico-disciplinari nel nostro Paese; i temi di ricerca affrontati nelle principali riviste scientifiche italiane di settore.
In definitiva, si tratterà di capire quali siano le relazioni attuali tra biblioteconomia e digital humanities, i punti di contatto e gli sviluppi futuri.