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Grandi elementi di fascino di questo romanzo sono la scrittura di Burnett e la descrizione della durezza dell’esistenza delle donne nel tardo Ottocento e della crudeltà del sistema delle classi britannico.
Uno dei temi fondamentali è l’innocenza, una virtù oggi sottostimata, che tende a venire confusa con l’ignoranza o l’essere naïf.
Amiamo avere eroine forti e indipendenti.
Emily invece è innocente, ma tutt’altro che ignorante.
All’età di 34 anni conosce molto bene il mondo in cui vive e i suoi pericoli.
Conosce la povertà dei membri delle buone famiglie decadute e l’importanza di mantenere le apparenze per sopravvivere, conosce quel tipo di esistenza per cui pagare l’affitto può significare saltare dei pasti, e la tentazione di accettare la “protezione” di un uomo può condurre all’ostracismo sociale e al disastro personale.