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“Delle tre cantiche, senza dubbio la più bella” ci dice Sermonti del Purgatorio, e aggiunge: “come ognuna delle altre”.
Qui Dante conferisce sostanza, ubicazione e regime al nebuloso regno transitorio dell’oltretomba; promette un canto verticale, che dalla voragine dell’inferno risalirà vertiginosamente i costoni del monte dell’espiazione, sulla cui cima risplende il paradiso terreste.
Il purgatorio, questa vetta che sorge al centro dell’emisfero australe, viene da lui scoperto – o inventato? – dopo un millenario travaglio teologico e grazie a Vittorio Sermonti, la sua poesia torna viva ai nostri orecchi e ci seduce con le dolci note della sua musica.
© 1988 Ludovica Ripa di Meana, © 2018 Emons Italia S.
r.
l.