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Algeria, anni Quaranta.
È un giorno di primavera quando il medico francese Bernard Rieux trova sul pianerottolo di casa un ratto morto: il portiere del palazzo pensa allo scherzo di un burlone.
Quanto a lui, quel giorno ha ben altro da fare.
Deve, infatti, accompagnare alla stazione la moglie malata.
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Ben presto i cadaveri dei ratti si trovano ovunque in città: si contano a decine, a migliaia.
Nessuno capisce che cosa stia succedendo.
Ma quando il portiere del suo stabile si ammale e muore – e molti altri presentano gli stessi sintomi – Rieux e il collega più anziano Castel capiscono la verità: un'epidemia di peste ha colpito Orano.
All'inizio le autorità tentano di negare l'evidenza, ma poi la città è messa in quarantena.
Isolata, affamata, incapace di porre un freno al morbo, Orano diventa il teatro in cui si muove un'umanità sempre in bilico tra egoismo e solidarietà.
Intanto arriva l'estate e la peste dilaga.
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Quando finalmente, molti mesi dopo, la quarantena verrà revocata, tutti si abbandonano all'euforia.
Ma Rieux sa bene che non bisogna mai abbassare la guardia.
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© Albert Camus, 1947 - © 2017 Giunti Editore S.
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A.