"Calvarino" Soave Classico DOC 2023
Bianco Pieropan

"Calvarino" Soave Classico DOC 2023

26,90 EUR 23,00 EUR

Descrizione

Una collina basaltica.

L'aria è fresca e il profumo della terra è vivido.

In un piccolo angolo di Paradiso come questo nasce il Calvarino, un vino caratterizzato da una fortissima personalitì.

Calvarino è il nome di un vigneto di proprietì della famiglia Pieropan.

Sorge nel cuore della zona classica del Soave, sulle colline che circondano il borgo veronese.

Il suolo qui è in gran parte vulcanico, ricco di basalto, con qualche vena calcarea.

Non è facile da lavorare ed è proprio a causa della sua complessitì che deriva il nome Calvarino, ossia 'piccolo calvario”.

Pieropan acquistò questo fondo nel 1901 e, dal 1971, nasce il primo 'cru” da uve bianche in Italia.

Classico significa che le uve sono coltivate nei comuni storici, tra cui Soave e Monteforte d'Alpone, nella zona più vocata, quella collinare del Soave.

Il Calvarino è un blend di Garganega per il 70% e Trebbiano di Soave 30%.

La Garganega porta eleganza, sapiditì e capacitì di riflettere il terroir.

Il Trebbiano dal canto suo contribuisce con freschezza e leggerezza, ammorbidendo leggermente la struttura senza togliere personalitì.

Le vigne hanno un'etì compresa tra i 30 e i 60 anni.

Sono allevate con sistema della Pergola Veronese e Guyot, e si trovano a circa 200-300 metri sul livello del mare, con esposizione a ovest.

Il terreno, come detto, è vulcanico, ben drenante e influisce fortemente sul carattere finale del vino.

La raccolta è manuale, spesso con un doppio passaggio per selezionare solo i grappoli più maturi.

Una volta in cantina, poi, si procede con diraspatura, pressatura soffice e uso di azoto per ridurre ossidazioni indesiderate.

La fermentazione è controllata, in vasche di cemento vetrificato.

Il successivo affinamento dura minimo 12-15 mesi e si svolge in contatto con le fecce fini, con batonage settimanali per conferire maggiore complessitì al vino finito.

Alla vista si presenta di un bel colore giallo paglierino, con riflessi verdolini quando è ancora giovane.

RIflessi che in seguito tendono al dorato con l'invecchiamento.

Al naso offre un bouquet ampio, con fiori bianchi come acacia, sambuco, gelsomino.

Poi erbe aromatiche, salvia, timo limonato, seguite da frutta matura, pesca gialla, mela limoncella, con accenni tropicali lievi.

Il finale richiama infine la mandorla fresca.

Il tutto è ben sostenuto da un filo minerale che ricorda il suolo basaltico.

In bocca il sorso è verticale, elegante, con un buon equilibrio tra aciditì vivace e sapiditì.

Il finale è lungo, persistente, rinfrescante.

Non è un vino semplice: chiede attenzione, ma restituisce profonditì.

Sulla tavola richiede piatti cremosi, risotti al formaggio ben mantecati o soufflé al formaggo.

Ottimo anche con pesci, crostacei e frutti di mare.