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Poggio alle Nane di Le Mortelle è un inno alla Maremma più selvaggia e raffinata allo stesso tempo.
Un rosso che porta il peso della storia vitivinicola Antinori ma con la leggerezza della brezza marina che modella i suoi acini.
Il nome di questa etichetta ha una storia simpatica che ci riporta indietro nel tempo.
"Poggio alle Nane", infatti, fa riferimento proprio all'area dove si trovano i vigneti, un tempo dimora di anatre locali, chiamate in gergo "nane", che popolavano il poggio e le zone lacustri vicine.
Al di lì del folclore, la Tenuta Le Mortelle si estende per 270 ettari a pochi chilometri da Castiglione della Pescaia.
Questo territorio ha un enorme potenziale, grazie alla vicinanza con il Tirreno, al clima caldo e alle escursioni termiche date dalla vicinanza delle colline.
Qui i terreni, di medio impasto, sono composti da sabbia, limo e argilla, con una notevole presenza di scheletro: un mix perfetto per uve che cercano struttura e complessitì, ma anche una verve sapida e minerale.
Il cuore di questo rosso è un blend incentrato sui due pilastri di Bordeaux: il Cabernet Franc e il Cabernet Sauvignon, a cui si aggiunge una piccola percentuale di Carménère.
Le uve, raccolte a mano con estrema cura e selezione, fermentano in serbatoi troncoconici di acciaio inox per circa 20 giorni.
Il vino giovane viene poi trasferito in barrique di rovere francese nuove per la fermentazione malolattica e un successivo affinamento che varia tra i 16 e i 24 mesi a seconda dell'annata.
Questo passaggio in legno non copre, ma sostiene l'esplosivitì del frutto, lavorando come un sarto per rifinire i tannini e integrarli in una trama setosa e fitta.
Nel calice, il Poggio alle Nane colpisce per il colore rosso rubino intenso e profondo, che spesso vira al violaceo in gioventù.
Al naso apre con intensi profumi di frutta nera matura, come mora, ribes nero e prugna rossa, seguiti da un'onda speziata di chiodi di garofano, liquirizia e un sofisticato sentore di tabacco e cioccolato fondente.
Non mancano le note balsamiche e fresche di eucalipto e menta che ne bilanciano la ricchezza, rendendolo vibrante.
In bocca è avvolgente e potente, mai pesante.
I tannini sono presenti, fitti, ma al contempo levigati e raffinati.
Il finale è lungo, persistente, con un piacevole ritorno di cacao tostato e mirto.
È un vino di grande carattere, una vera gioia per i sensi.
Per valorizzare al meglio questa bottiglia, sulla tavola possiamo accompagnarlo a una tagliata di manzo con funghi porcini e tartufo o del cinghiale in umido con polenta.
Ottimo anche con formaggi stagionati di pecora.