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Un Pinot Nero che ha un'anima coraggiosa e intensa, perfetto per chi cerca il vero volto della Borgogna, senza passare per i Grand Cru inaccessibili.
Siamo a Chevannes, nel cuore della celebre Côte de Nuits, quella parte della Borgogna che ha fatto la storia dei grandi rossi mondiali.
Qui, il vitigno principe è il Pinot Nero e si trova a casa sua, su terreni argillosi e calcarei che gli regalano finezza e struttura allo stesso tempo.
David Duband utilizza uve provenienti da parcelle selezionate, spesso adiacenti a zone più blasonate, il che eleva la qualitì in modo significativo.
In cantina, poi, il rispetto per l'uva è massimo.
David è un convinto sostenitore dell'agricoltura biologica e questa filosofia si riflette nel bicchiere.
Il suo "segreto" è l'uso di almeno il 60% di uve intere, cioè con i raspi in fermentazione.
Questo non è da tutti: è una tecnica antica che, se ben gestita, aggiunge una complessitì straordinaria, strutturando il vino con tannini che sanno di spezie e terrositì, senza appesantirlo.
Il risultato nel bicchiere si presenta come un vero e proprio concentrato di frutto maturo.
Non i classici sentori eterei e leggeri.
Al naso, al contrario, è una potenza che si fa sentire subito.
Crème de cassis, sciroppo di more e gelatina di ribes rosso.
In ultimo note di noce moscata e vaniglia tostata e richiami balsamici di bacche di ginepro.
In bocca è robusto e intenso, ma non spigoloso.
I tannini sono presenti, ancora ricchi, ma sono ben equilibrati da una piacevole sensazione tattile, quasi vellutata.
Grazie alla sua struttura e alla spiccata intensitì aromatica, il potenziale di invecchiamento è notevole.
A tavola, invece, è il compagno ideale per piatti saporiti come un gustoso arrosto di vitello al ginepro e timo o delle golose lasagne con ragù di carne.