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Il Vino Santo Arèle di Cavit è un'eccellenza enologica che racchiude in sé la tradizione e le peculiaritì della Valle dei Laghi, una zona che collega Trento alla sponda settentrionale del Lago di Garda.
Questa valle è caratterizzata da un microclima unico, influenzato dal "Ora del Garda", un vento caldo e secco che soffia durante il giorno, e dalle fresche brezze notturne provenienti dalle Dolomiti.
Queste condizioni climatiche favoriscono la coltivazione della Nosiola, l'unico vitigno autoctono a bacca bianca del Trentino, da cui si produce questo pregiato vino.
La produzione del Vino Santo Trentino affonda le sue radici in oltre 200 anni di storia, rappresentando una tradizione enologica profondamente radicata nel territorio.
Il suo processo produttivo inizia con la raccolta tardiva delle uve Nosiola a fine settembre.
I grappoli, selezionati per la loro maturitì e struttura spargola, vengono disposti su graticci chiamati appunto "arèle" e lasciati appassire naturalmente in fruttai ben ventilati, senza alcuna forzatura.
Durante i 5-6 mesi di appassimento, le uve sviluppano la cosiddetta muffa nobile, ossia la Botrytis cinerea che contribuisce a concentrare gli zuccheri e ad arricchire il profilo aromatico del vino.
Successivamente, le uve vengono pressate e il mosto fermenta molto lentamente in piccole botti di legno.
Il vino matura poi per oltre quindici anni, acquisendo una straordinaria complessitì e un bouquet intenso.
Colore giallo oro brillante, al naso offre un bouquet intenso e complesso, con sentori di frutta secca, in particolare mandorle e noci, accompagnati da note di miele.
In bocca rivela un perfetto equilibrio tra corpo, dolcezza e freschezza.
Vino da meditazione, ideale per occasioni speciali e momenti di riflessione, può anche accompagnare pasticceria secca e biscotti, esaltando le note dolci e tostate dei dessert.
Indicato anche con dolci a base di crema, la sua freschezza bilancia la ricchezza delle preparazioni.
Per un accostamento più audace, si può provare infine con formaggi stagionati.
In questo caso la dolcezza del vino crea un piacevole contrasto con la sapiditì del formaggio.