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Bel Dì.
Basta pronunciare il nome di questo vino per immaginare una giornata di sole, un momento di serenitì, un calice che brilla nel bicchiere.
La storia di questo vino è affascinante e un po' ribelle.
Per decenni, il vitigno Ortrugo è stato considerato un'uva "da taglio", usata solo per dare freschezza ad altri vini.
Il suo stesso nome, si narra, derivi da "altruga", che in dialetto significa "altra uva".
Un po' come dire “un'uva qualsiasi'.
Ma la sua vera natura non è affatto "qualsiasi".
Alcuni vignaioli, caparbi e lungimiranti, hanno creduto nel suo potenziale e lo hanno salvato, dimostrando che l'Ortrugo meritava di brillare da solo.
Oggi è una delle perle dei Colli Piacentini, un bianco autoctono che esprime al meglio le caratteristiche di una terra dove i rossi fanno la parte del leone.
Bel Dì è un Ortrugo frizzante, una tipologia che ne esalta la freschezza e la beva immediata.
La cantina sceglie di produrlo con una rifermentazione in autoclave, Metodo Charmat, permettendo di preservare tutti gli aromi primari del frutto, intrappolando le delicate bollicine che rendono questo vino così vivace.
Colore giallo paglierino con qualche riflesso verdolino.
Le sue bollicine sono fini e persistenti.
Al naso sprigiona un bouquet di profumi freschissimi e puliti, che richiamano i fiori bianchi di campo, le erbe aromatiche e una spiccata nota di mela verde.
In bocca si rivela un vino secco, con una piacevole e sapida aciditì che lo rende dinamico e dissetante.
Il suo sapore è diretto, senza fronzoli, e termina con una gradevole punta amarognola, tipica del vitigno, che invita a un altro sorso.
Il Bel Dì va bevuto giovane, ed è l'ideale per dare il via a una cena o a un aperitivo con gli amici.
Si abbina magnificamente ad antipasti leggeri, ma anche con piatti a base di pesce o con i tortelli di magro.