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Perché il nome Matto‘ Semplicemente per ricordare il nome dell'enologo Matteo, che un po' matto di suo lo è, ma soprattutto perché si tratta di un Verdicchio un po' diverso, di più facile beva, più fresco pur mantenendo la complessitì tipica del vitigno.
Un vino certificato Biologico che viene da vigne di 45/50 anni con basse rese, ma altissima qualitì delle uve.
Colore giallo paglierino scarico, con ombre verdi.
Al naso ha splendidi profumi di fiori bianchi, di agrumi e di frutta fresca.
Intensi e precisi i profumi si susseguono in un'ipotetica gara a primeggiare.
Lievi accenni di idrocarburo si percepiscono in lontananza, annunciando una favolosa evoluzione verso terziari di tutto rispetto.
Al palato è sontuoso.
L'annata ha concesso una naturale concentrazione del sorso, così da risultare pieno e di spessore.
Ottime le durezze con aciditì e soprattutto mineralitì.
In retrolfazione giungono classici aromi di mandorla e di frutta fresca.